Chirurgia ricostruttiva e protesica di ginocchio, anca e caviglia

$viaIndirizzoStruttura.getData()

Descrizione:

ANCA

Tra le patologie di più comuni dell’anca segnaliamo:

  • coxartrosi primitive e secondarie;                        
  • tra le coxartrosi secondarie molto frequenti nel nostro bacino d’utenza sono le displasia congenita dell’anca e gli esiti di osteotomia femorale o di bacino;

L’utilizzo di protesi con componenti modulari dell’anca permette il ripristino della corretta anatomia articolare ed il trattamento delle patologie più complesse, dove la normale anatomia dell’anca è completamente sovvertita.

Da alcuni anni utilizziamo per l’impianto delle protesi dell’anca una tecnica mininvasiva che attraverso un’incisione cutanea di circa 8 cm (contro i 15 tradizionali) permette il perfetto posizionamento della protesi senza danneggiare nessun tendine e nessun muscolo.

I principali vantaggi sono:

  • cicatrice di piccole dimensioni
  • dolore ridotto o assente nei giorni immediatamente successivi all’intervento
  • riduzione del pericolo di lussazione
  • rapida ripresa del lavoro e dell’attività ludico-sportiva
  • riduzione delle perdite di sangue che riducono il rischio di trasfusioni
  • conservazione delle strutture anatomiche in quanto non vengono tagliate. 

Tutto questo rende possibile attuare un intervento molto più gradito al paziente in quanto dal giorno successivo all’intervento è in grado di camminare appoggiando il piede  liberamente solo con l’aiuto di 2 stampelle che abbandona nell’arco di 15 gg.

Ginocchio

Recentemente la chirurgia del ginocchio ha avuto un nuovo impulso dalla disponibilità di protesi che sempre meglio sono in grado di riprodurre la biomeccanica del ginocchio naturale. La possibilità di scegliere tra diverse soluzioni di materiale, forma, funzionamento, ci ha permesso di ottenere ottimi risultati in grado di soddisfare pienamente il paziente.

Prima di tutto dobbiamo sottolineare la possibilità di trattare il paziente con protesi di dimensioni inferiori che necessitano di incisioni cutanee minime. Queste protesi dette monocompartimentali ci permettono, ormai da oltre 15 anni, di curare l’interessamento di un singolo compartimento permettendo un pieno recupero in pochi giorni e con una minima perdita di sangue. E’ importante in questi casi rispettare attentamente le indicazioni in quanto trasgredirle è sinonimo di un sicuro insuccesso.

Frequentemente le lesioni di un singolo compartimento sono legate ad una rottura del leg. crociato anteriore. In questi caso associamo l’intervento di ricostruzione del LCA con l’impianto di una protesi monocompartimentale ottenendo dei lusinghieri risultati.

Nel caso di interessamento di 2 o 3 compartimenti del ginocchio utilizziamo le protesi dette tricompartimentali o totali che sono in grado di sostituire completamente l’articolazione. In questo caso la nostra scelta ricade su impianti con menisco mobile nei soggetti al di sotto dei 65 anni mentre preferiamo quelle a menisco fisso nei pazienti più anziani. E’ inoltre possibile scegliere tra modelli dedicati esclusivamente al sesso femminile e quelli standard.

Caviglia

Nel corso degli ultimi anni abbiamo osservato un aumento delle artropatie degenerative a carico della caviglia. Se da un lato il miglioramento della diagnostica strumentale ha permesso di rilevare un numero maggiore di lesioni dall’altro l’incidenza di questa patologia è decisamente aumentata. Dobbiamo ricordare come una delle cause è senz’altro riferibile all’instabilità articolare post-traumatica dovuta a “banali” distorsioni.

Negli ultimi anni, il trattamento chirurgico della patologia degenerativa è cambiato. Sempre più frequentemente utilizziamo l'artroscopia anche in situazioni complicate o dove il trattamento a cielo aperto può condurre ad un risultato non soddisfacente.

In diversi casi infatti, la giovane età del paziente, la non accettazione di interventi chirurgici più invasivi e l'osservazione di alcuni dati non particolarmente confortanti sugli impianti protesici di caviglia, hanno portato ad una valutazione più approfondita e dettagliata delle applicazioni artroscopiche nella patologia di caviglia.

Si esegue generalmente in anestesia loco-regionale (spinale), epidurale o generale.

La via d'accesso è generalmente antero-laterale o antero-mediale, più raramente postero-laterale. Quest'ultima la utilizziamo solo nel caso di formazioni osteofitosiche posteriori e per l'inflow.

L'ottica viene introdotta in articolazione dal portale antero-laterale a 30° rispetto al piano passante per l'asse della gamba, e attraverso l'introduzione antero-mediale di apparecchi motorizzati, è possibile rimuovere la cartilagine necrotica, le formazioni osteofitiche, eseguire il debridement della ipertrofia sinoviale, estrarre eventuali corpi mobili liberi e ridurre l'impingement osseo.

Mediante tecnica artroscopica è anche possibile eseguire interventi che fino a qualche anno fa erano appannaggio esclusivo della chirurgia open, come l'artrodesi.

Questo trattamento chirurgico è sovente indicato nei pazienti con forme severe di artrite reumatoide, precedente processo osteomielitico o necrosi avascolare o ancora nei gradi più importanti di artrosi degenerativa.

Fino a una decina di anni fa, l'artrodesi veniva eseguita con tecnica aperta attraverso un' incisione anteriore, laterale o mediale; l'incisione posteriore veniva talvolta preferita per un miglior effetto cosmetico.

Attualmente anche per questo tipo di intervento chirurgico si preferisce l'artroscopia.

Mediante incisione antero-laterale e antero-mediale, si introduce l'artroscopio ed attraverso lo strumentario motorizzato si effettua un debridement ed una cruentazione della cartilagine fino all'esposizione dell'osso subcondrale.

Si esegue poi una riduzione con l'ausilio di due-tre viti cannulate che vengono posizionate sotto la guida dell’apparecchio di brillanza.

Il protocollo post-operatorio prevede immobilizzazione dell'articolazione in apparecchio gessato per 6 settimane e per altre 2 settimane libero ma sempre in scarico.

Chirurgia del piede

Tra le patologie di più comune riscontro si segnalano:

  • correzione di piede piatto dei bambini e degli adolescenti;                                  
  • correzione di deformità in valgismo dell’alluce, adottando sia tecniche tradizionali che mini-invasive.        

Telefono:

Email:

Chirurgia ricostruttiva e protesica di ginocchio, anca e caviglia