Trattamento delle lesioni di ginocchio, spalla, anca e caviglia

$viaIndirizzoStruttura.getData()

Descrizione:

Da oltre 25 anni trattiamo le lesioni articolari del ginocchio quasi esclusivamente in artroscopia. Ogni anno eseguiamo oltre 200 interventi di ricostruzione di 1° impianto del legamento crociato anteriore(LCA) utilizzando le tecniche più recenti ed innovative. Nel corso degli ultimi anni abbiamo sperimentato diverse soluzioni tecniche, meccaniche (uso degli allograft,  di leg. artificiali) e biologiche (uso dei fattori di crescita, di cellule staminali) per migliorare la qualità dei nostri impianti. I risultati dei nostri controlli clinici sono stati oggetto di relazioni ed articoli originali pubblicati su riviste internazionali.

Attualmente utilizziamo, di routine la tecnica  a doppio fascio con tendine semitendinoso e gracile che permette la ricostruzione anatomica del legamento migliorando la stabilità e la biomeccanica articolare.

Nelle revisioni delle ricostruzioni del LCA (2° impianto) utilizziamo preferenzialmente il tendine  semitendinoso e gracile controlaterale o gli allograft con tecnica a singolo e doppio fascio.

Nelle lesioni del legamento Crociato Posteriore (LCP) dopo aver confrontato i dati dei nostri pazienti sottoposti a ricostruzione con tecniche a singolo e a doppio fascio e con tendini diversi attualmente preferiamo conservare il tessuto residuo del LCP ed eseguire un’ augmentation con tendine allograft.

Sempre più frequentemente eseguiamo ricostruzioni postero-laterali associate o meno alla ricostruzione del LCP.

Trattamento delle lesioni cartilaginee

E’ oggi possibile trattare chirurgicamente le lesioni della cartilagine articolare con diverse tecniche in grado di fornire risultati soddisfacenti a distanza di tempo.

Possiamo utilizzare trattamenti diversi in base al tipo di lesione (profondità e dimensione) ed alle caratteristiche del paziente: il trapianto di cartilagine, nuove tecniche di stimolazione attraverso i fattori di crescita, applicazione di cellule staminali nella sede del difetto tissutale con copertura con materiale bio-ingegnerizzato, oltre alle tecniche tradizionali che nel corso degli anni si sono perfezionate ed evolute e che permettono a tutt’oggi di ottenere risultati comparabili a quelle più innovative.

Trattamento delle lesioni meniscali

Alcuni anni fa il trattamento delle lesioni meniscali era basato sulla semplice asportazione talvolta completa. Attualmente con l’avvento della metodica artroscopica e con l’ausilio di strumentari sempre più adatti allo scopo è possibile trattare mediante una tecnica conservativa quasi tutte le rotture meniscali.  Infatti è possibile suturare in modo semplice e sicuro un grosso numero di lesioni soprattutto del menisco mediale favorendo un ripristino della biomeccanica articolare ed una drastica riduzione dell’artrosi post-meniscectomia che rappresenta una complicazione certa nei casi di asportazione anche parziale della cartilagine articolare.

Nei casi nei quali il menisco è assente o notevolmente ridotto procediamo ad un trapianto di menisco utilizzandone uno proveniente da un soggetto deceduto. Tutti gli allograft provengono dalla nostra banca dei tessuti che è collocata all’interno del Nostro Istituto. La tecnica prevede una corretta misurazione delle dimensioni del piatto tibiale per poter ottenere un menisco da donatore con caratteristiche adatte ed il suo impianto eseguito in artroscopia.

Spalla

Spesso la spalla si lussa per eventi traumatici o microtraumatici.
Quando le lussazioni avvengono ripetutamente, anche a distanza di molto tempo, si parla di lussazione recidivante.  

Negli ultimi anni il miglioramento delle tecniche in artroscopia ha portato notevoli miglioramenti nei risultati. Il vantaggio di non incidere i muscoli e la precisione nella riparazione della lesione rendono questa tecnica più adatta a pazienti giovani, con poche lussazioni o con situazioni di microinstabilità. La tecnica che utilizziamo prevede l’utilizzo di “ancorette” in titanio o acido polilattico riassorbibile dalle quali fuoriescono fili ad alta resistenza che vengono passati e legati attorno alla capsula articolare e al labbro glenoideo per ricreare la normale tensione capsulare.

Nei soggetti dopo i 40 anni si possono osservare degli iniziali processi degenerativi a carico dei tendini della cuffia caratterizzati da perdita di elasticità, comparsa di microcalcificazioni associate a dolore dopo sforzi prolungati e notturno. Se questo processo di degenerazione e di usura tendinea persiste (facilitato dalle eventuali deformazioni artrosiche dell'acromion) o se avviene un trauma alla spalla, si giunge alla rottura della cuffia dei rotatori

L' intervento che noi utilizziamo nella patologia della cuffia dei rotatori prevede il trattamento artroscopico dell'eventuale lesione tendinea (pulizia, asportazione della calcificazione reinserzione della cuffia con suture e viti metalliche in titanio o bio-rassorbibili) l'eventuale acromionplastica cioè l'asportazione di una parte di soffitto osseo per aumentare lo spazio tra acromio e cuffia e il trattamento delle lesioni associate (capo lungo del bicipite, acromion-claveare, rigidità capsulare).

Caviglia

Il trauma distorsivo di caviglia rappresenta uno tra i più comuni infortuni negli sportivi. Quando la lesione legamentosa non si ripara si può arrivare all’instabilità articolare che è causa di notevoli disturbi soprattutto nello sportivo a causa dell’impossibilità a svolgere pienamente la sua attività.

Da oltre 25 anni eseguiamo interventi di capsuloplastica esterna di caviglia e di ricostruzione legamentosa con emitendine del peroneo breve, nella cura di instabilità croniche di caviglia in cui la terapia conservativa si è dimostrata insufficiente.

Accanto a questi interventi di chirurgia artrotomica da qualche anno siamo ricorsi con frequenza progressivamente crescente a tecniche di shrinkage (letteralmente “restringimento”) termico capsulo-legamentoso in artroscopia per la cura di quelle instabilità legate a lesioni limitate ai legamenti peroneo-astragalico anteriore (PAA) e, talvolta, al peroneo-calcaneare (PC) (II grado).

Il principio sul quale si basa la tecnica di shrinkage è stato utilizzato clinicamente per la prima volta nei primi anni ’90 per correggere il rilassamento del tessuto capsulare dell’articolazione della spalla.

I primi strumenti utilizzati per l’erogazione di energia termica erano strumenti laser, progressivamente abbandonati e sostituiti da apparecchi a radiofrequenza che producono calore attraverso energia elettrotermica. Questi ultimi si sono infatti dimostrati più economici, di più facile utilizzo e soprattutto associati ad un minor numero di complicanze, elemento probabilmente legato alle particolari modalità d’interazione con i tessuti dell’energia fototermica prodotta dagli strumenti laser. A distanza di più di 10 anni dall’inizio dell’utilizzazione di questa tecnica e supportati dai dati clinici raccolti  possiamo affermare di essere soddisfatti.

Anca

Il trattamento artroscopico delle lesioni dell’anca è difficile a causa della sua profondità anatomica. La sua conformazione necessita di una trazione sull’arto per aprire l’articolazione e rendere possibile l’introduzione di strumenti sotto controllo radiografico.  Nonostante queste difficoltà l’artroscopia d’anca sta diventando sempre più richiesta anche se è possibile eseguirla solo in pochi centri specializzati.  Le nostre indicazioni a sottoporre un paziente a tale intervento comprendono:  

  • corpi mobili intrarticolari;
  • condromatosi;
  • frammenti ossei post-frattura/lussazione;
  • lesioni del cercine;
  • lesioni cartilaginee;
  • infezioni;
  • lesioni del leg. rotondo;
  • sindrome da Impingement Femoro-Acetabolare (FAI);
  • anca dolorosa idiopatica.

Queste due ultime patologie sono molto frequenti nei giovani sportivi con una intensa attività fisica (calcio, lotta, arti marziali) e un dimorfismo lieve dell’anca che può essere dovuto ad una alterazione a carico del femore (meccanismo a CAM), più frequente negli uomini, o del labbro acetabolare (meccanismo PINCER) più frequente nelle donne.

Telefono:

Email:

Trattamento delle lesioni di ginocchio, spalla, anca e caviglia

Trattamento delle lesioni di ginocchio, spalla, anca e caviglia

$viaIndirizzoStruttura.getData()

Descrizione:

Da oltre 25 anni trattiamo le lesioni articolari del ginocchio quasi esclusivamente in artroscopia. Ogni anno eseguiamo oltre 200 interventi di ricostruzione di 1° impianto del legamento crociato anteriore(LCA) utilizzando le tecniche più recenti ed innovative. Nel corso degli ultimi anni abbiamo sperimentato diverse soluzioni tecniche, meccaniche (uso degli allograft,  di leg. artificiali) e biologiche (uso dei fattori di crescita, di cellule staminali) per migliorare la qualità dei nostri impianti. I risultati dei nostri controlli clinici sono stati oggetto di relazioni ed articoli originali pubblicati su riviste internazionali.

Attualmente utilizziamo, di routine la tecnica  a doppio fascio con tendine semitendinoso e gracile che permette la ricostruzione anatomica del legamento migliorando la stabilità e la biomeccanica articolare.

Nelle revisioni delle ricostruzioni del LCA (2° impianto) utilizziamo preferenzialmente il tendine  semitendinoso e gracile controlaterale o gli allograft con tecnica a singolo e doppio fascio.

Nelle lesioni del legamento Crociato Posteriore (LCP) dopo aver confrontato i dati dei nostri pazienti sottoposti a ricostruzione con tecniche a singolo e a doppio fascio e con tendini diversi attualmente preferiamo conservare il tessuto residuo del LCP ed eseguire un’ augmentation con tendine allograft.

Sempre più frequentemente eseguiamo ricostruzioni postero-laterali associate o meno alla ricostruzione del LCP.

Trattamento delle lesioni cartilaginee

E’ oggi possibile trattare chirurgicamente le lesioni della cartilagine articolare con diverse tecniche in grado di fornire risultati soddisfacenti a distanza di tempo.

Possiamo utilizzare trattamenti diversi in base al tipo di lesione (profondità e dimensione) ed alle caratteristiche del paziente: il trapianto di cartilagine, nuove tecniche di stimolazione attraverso i fattori di crescita, applicazione di cellule staminali nella sede del difetto tissutale con copertura con materiale bio-ingegnerizzato, oltre alle tecniche tradizionali che nel corso degli anni si sono perfezionate ed evolute e che permettono a tutt’oggi di ottenere risultati comparabili a quelle più innovative.

Trattamento delle lesioni meniscali

Alcuni anni fa il trattamento delle lesioni meniscali era basato sulla semplice asportazione talvolta completa. Attualmente con l’avvento della metodica artroscopica e con l’ausilio di strumentari sempre più adatti allo scopo è possibile trattare mediante una tecnica conservativa quasi tutte le rotture meniscali.  Infatti è possibile suturare in modo semplice e sicuro un grosso numero di lesioni soprattutto del menisco mediale favorendo un ripristino della biomeccanica articolare ed una drastica riduzione dell’artrosi post-meniscectomia che rappresenta una complicazione certa nei casi di asportazione anche parziale della cartilagine articolare.

Nei casi nei quali il menisco è assente o notevolmente ridotto procediamo ad un trapianto di menisco utilizzandone uno proveniente da un soggetto deceduto. Tutti gli allograft provengono dalla nostra banca dei tessuti che è collocata all’interno del Nostro Istituto. La tecnica prevede una corretta misurazione delle dimensioni del piatto tibiale per poter ottenere un menisco da donatore con caratteristiche adatte ed il suo impianto eseguito in artroscopia.

Spalla

Spesso la spalla si lussa per eventi traumatici o microtraumatici.
Quando le lussazioni avvengono ripetutamente, anche a distanza di molto tempo, si parla di lussazione recidivante.  

Negli ultimi anni il miglioramento delle tecniche in artroscopia ha portato notevoli miglioramenti nei risultati. Il vantaggio di non incidere i muscoli e la precisione nella riparazione della lesione rendono questa tecnica più adatta a pazienti giovani, con poche lussazioni o con situazioni di microinstabilità. La tecnica che utilizziamo prevede l’utilizzo di “ancorette” in titanio o acido polilattico riassorbibile dalle quali fuoriescono fili ad alta resistenza che vengono passati e legati attorno alla capsula articolare e al labbro glenoideo per ricreare la normale tensione capsulare.

Nei soggetti dopo i 40 anni si possono osservare degli iniziali processi degenerativi a carico dei tendini della cuffia caratterizzati da perdita di elasticità, comparsa di microcalcificazioni associate a dolore dopo sforzi prolungati e notturno. Se questo processo di degenerazione e di usura tendinea persiste (facilitato dalle eventuali deformazioni artrosiche dell'acromion) o se avviene un trauma alla spalla, si giunge alla rottura della cuffia dei rotatori

L' intervento che noi utilizziamo nella patologia della cuffia dei rotatori prevede il trattamento artroscopico dell'eventuale lesione tendinea (pulizia, asportazione della calcificazione reinserzione della cuffia con suture e viti metalliche in titanio o bio-rassorbibili) l'eventuale acromionplastica cioè l'asportazione di una parte di soffitto osseo per aumentare lo spazio tra acromio e cuffia e il trattamento delle lesioni associate (capo lungo del bicipite, acromion-claveare, rigidità capsulare).

Caviglia

Il trauma distorsivo di caviglia rappresenta uno tra i più comuni infortuni negli sportivi. Quando la lesione legamentosa non si ripara si può arrivare all’instabilità articolare che è causa di notevoli disturbi soprattutto nello sportivo a causa dell’impossibilità a svolgere pienamente la sua attività.

Da oltre 25 anni eseguiamo interventi di capsuloplastica esterna di caviglia e di ricostruzione legamentosa con emitendine del peroneo breve, nella cura di instabilità croniche di caviglia in cui la terapia conservativa si è dimostrata insufficiente.

Accanto a questi interventi di chirurgia artrotomica da qualche anno siamo ricorsi con frequenza progressivamente crescente a tecniche di shrinkage (letteralmente “restringimento”) termico capsulo-legamentoso in artroscopia per la cura di quelle instabilità legate a lesioni limitate ai legamenti peroneo-astragalico anteriore (PAA) e, talvolta, al peroneo-calcaneare (PC) (II grado).

Il principio sul quale si basa la tecnica di shrinkage è stato utilizzato clinicamente per la prima volta nei primi anni ’90 per correggere il rilassamento del tessuto capsulare dell’articolazione della spalla.

I primi strumenti utilizzati per l’erogazione di energia termica erano strumenti laser, progressivamente abbandonati e sostituiti da apparecchi a radiofrequenza che producono calore attraverso energia elettrotermica. Questi ultimi si sono infatti dimostrati più economici, di più facile utilizzo e soprattutto associati ad un minor numero di complicanze, elemento probabilmente legato alle particolari modalità d’interazione con i tessuti dell’energia fototermica prodotta dagli strumenti laser. A distanza di più di 10 anni dall’inizio dell’utilizzazione di questa tecnica e supportati dai dati clinici raccolti  possiamo affermare di essere soddisfatti.

Anca

Il trattamento artroscopico delle lesioni dell’anca è difficile a causa della sua profondità anatomica. La sua conformazione necessita di una trazione sull’arto per aprire l’articolazione e rendere possibile l’introduzione di strumenti sotto controllo radiografico.  Nonostante queste difficoltà l’artroscopia d’anca sta diventando sempre più richiesta anche se è possibile eseguirla solo in pochi centri specializzati.  Le nostre indicazioni a sottoporre un paziente a tale intervento comprendono:  

  • corpi mobili intrarticolari;
  • condromatosi;
  • frammenti ossei post-frattura/lussazione;
  • lesioni del cercine;
  • lesioni cartilaginee;
  • infezioni;
  • lesioni del leg. rotondo;
  • sindrome da Impingement Femoro-Acetabolare (FAI);
  • anca dolorosa idiopatica.

Queste due ultime patologie sono molto frequenti nei giovani sportivi con una intensa attività fisica (calcio, lotta, arti marziali) e un dimorfismo lieve dell’anca che può essere dovuto ad una alterazione a carico del femore (meccanismo a CAM), più frequente negli uomini, o del labbro acetabolare (meccanismo PINCER) più frequente nelle donne.

Telefono:

Email:

Trattamento delle lesioni di ginocchio, spalla, anca e caviglia