La Malattia di Parkinson non aumenta rischio contrarre il Covid-19

La Malattia di Parkinson non aumenta rischio contrarre il Covid-19

10 giugno 2020

Notizia

La Malattia di Parkinson non aumenta rischio contrarre il Covid-19

Milano, 10 giugno 2020 - Uno studio scientifico per capire meglio il rapporto tra malattia di Parkinson e COVID-19 e provare a stabilire se i pazienti affetti da questa patologia sono maggiormente esposti al rischio di contrarre il virus e sviluppare forme più severe di infezione. È questo il focus della ricerca condotta presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano, diretto dalla dott.ssa Anna Zecchinelli, con il contributo della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, e pubblicata sull’importante rivista scientifica Movement Disorders.

Lo studio ha coinvolto 1486 pazienti afferenti al Centro Parkinson dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano con una diagnosi clinica di malattia di Parkinson e residenti in Lombardia, e 1207 familiari utilizzati come gruppo di controllo. L’analisi ha mostrato che i tassi di COVID, gli esiti di mortalità e l’andamento dei quadri clinici sono sostanzialmente sovrapponibili tra i due gruppi. Tra i casi di COVID accertati, sono stati individuati 105 casi tra i pazienti parkinsoniani (il 7,1%) contro i 92 casi dei controlli (il 7,6%), con esiti di mortalità, rispettivamente del 5,7% e 7,6%. Anche le manifestazioni cliniche dell’infezione sono risultate simili, con febbre, tosse e congestione nasale tra i sintomi più ricorrenti in entrambi i gruppi.

Il dato più interessante emerso dal confronto intergruppo effettuato nel corso dello studio è che i pazienti parkinsoniani affetti da COVID-19 avevano una supplementazione inferiore di vitamina D rispetto ai pazienti che non hanno contratto l’infezione

Leggi il comunicato stampa.

Ultimo aggiornamento: 10/06/2020