Vaccino anti-Covid, parte la campagna all’ASST Gaetano Pini-CTO

Vaccino anti-Covid, parte la campagna all’ASST Gaetano Pini-CTO

04 gennaio 2021

Comunicato stampa

Vaccino anti-Covid, parte la campagna all’ASST Gaetano Pini-CTO

Grazie alla presenza del “super frigo” della Banca regionale del tessuto muscolare scheletrico in grado di raggiungere la temperatura di -80° situato al Presidio Pini, l’ASST Pini-CTO è Hub regionale per la campagna e ha avvitato la vaccinazione anti-Covid. Crescono i numeri delle adesioni.

Milano 4 gennaio 2021 Aumenta ogni giorno di più l’adesione del personale sanitario dell’ASST Gaetano Pini-CTO alla campagna vaccinale anti-Covid. Dopo il gruppo che ha preso parte al Vaccine Day del 27 dicembre all’ASST Niguarda, a partire da oggi, 4 gennaio, anche all’ASST Gaetano Pini-CTO i medici, gli infermieri e tutto il personale che volontariamente deciderà di ricevere il vaccino poterà aderire alla campagna. Il Presidio Pini dispone infatti del cosiddetto “super frigo” in grado di raggiungere la temperatura di -80°, presente nella Banca Regionale tessuto muscolare scheletrico che ha sede presso l’ASST Gaetano Pini-CTO. 

A oggi sono 751 gli operatori sanitari che hanno richiesto di essere vaccinati, circa il 70% del personale. La somministrazione è iniziata al punto vaccinale del Presidio Pini e coinvolgerà nei prossimi giorni anche le altre sedi aziendali, Presidio CTO e Polo riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi, arrivando a 72 vaccinazioni al giorno per il personale interno. In qualità di HUB il piano prevede che l’ASST Pini-CTO, oltre che dei propri operatori, si occupi anche della somministrazioni delle dosi di vaccino nelle RSA, su indicazione di Regione Lombardia e di ATS.

Uscire della pandemia, tornare presto alla normalità, mettersi al servizio dei pazienti in sicurezza sono le motivazioni che hanno spinto medici e infermieri ad aderire alla campagna. Di seguito riportiamo i pensieri e le riflessioni di alcuni di essi. 

Dott. Paolo Angelo Grossi direttore del Dipartimento dei Servizi Sanitari di Supporto e della UOC Anestesia e Rianimazione: “Essere testimonial di un progresso eccezionale in un momento di crisi e di sofferenza di tutta la nazione, dovuta all’incertezza del futuro, ha creato un’atmosfera di collaborazione collettiva tra professionisti che da tempo non si ritrovavano. Ogni timore di essere vaccinati deve svanire di fronte alla reale possibilità di chiudere questo momento terribile nel tempo più breve possibile”.

Dott.ssa Natalina Carè, coordinatore Infermieristico della UOC Ortopedia Oncologica: “La vaccinazione anti-covid-19 arriva come una benedizione della scienza in un momento di grande stanchezza. La paura di non intravedere un ritorno alla normalità, la fatica di stare lontani dai propri affetti, la difficoltà maggiore davanti ad una situazione di fragilità delle persone che assisto, sono tutte emozioni che mi percorrono nella quotidianità. Sono contenta perché il vaccino rappresenta il punto di svolta, lo strumento che ci permetterà concretamente di debellare questo virus.”

Prof. Rolando Cimaz, direttore della UOC Reumatologia Clinica Pediatrica: “Anche durante la pandemia la ricerca scientifica non si è fermata. Anche noi abbiamo continuato a pubblicare lavori sulle più importanti riviste scientifiche internazionali, sia su argomenti legati al Covid-19 sia continuando le nostre progettualità legate alla Reumatologia. Per quanto riguarda il vaccino, io stesso mi sono fatto vaccinare e sono stato molto contento di aver avuto questa opportunità. Tutto si è svolto senza problemi, e a distanza di più di 24 ore non ho sentito alcun disturbo nemmeno localmente. Credo che questo sia un atto doveroso non solo da parte dei colleghi medici ma di tutta la popolazione e, probabilmente, a oggi l’unico modo per cercare di poter tornare alla nostra vita, come ci eravamo abituati, il prima possibile. Spero che le resistenze culturali, che naturalmente ci possono essere, siano superate con la razionalità, con l’esempio di chi già si è sottoposto al vaccino e con un’azione di massa da parte dei cittadini. Nel frattempo la ricerca va avanti a ritmo velocissimo, ci sono già anticorpi monoclonali in grado di neutralizzare il virus, e diversi vaccini in via di sviluppo o in attesa di approvazione. Questa è la chiave con cui si riuscirà a debellare il virus".

Dott. Lorenzo Panella, direttore del Dipartimento di Riabilitazione: “Purtroppo la pandemia non è ancora finita, ma è certo che il vaccino porta la luce in una situazione ancora drammatica. Ogni esperienza, seppure negativa come quella del Covid-19, ci conferisce nuove consapevolezze. Per quanto mi riguarda, porto con me nel nuovo anno la consapevolezza dell'estrema labilità dell’essere umano ma al tempo stesso della sua capacità di reagire, espressa nella ricerca scientifica che in tempi più che rapidi ha saputo trovare una risposta nel vaccino”.

Prof. Pietro Simone Randelli, direttore UOC Prima Clinica Ortopedica: "Il vaccino è sicuramente un’arma molto efficace ed in grado di contrastare l’infezione da Covid, in gran parte delle sue varianti e sicuramente funziona meglio del non fare nulla. Farsi vaccinare è un dovere per gli operatori sanitari, al fine di proteggere i nostri pazienti, i colleghi e la popolazione in generale. Dobbiamo pensare che la pandemia prosegua per almeno un anno, nel quale tutti, anche i vaccinati, dovranno proseguire a mantenere tutte le cautele e le protezioni, mascherine incluse. Il vaccino non è un giubbotto antiproiettile, ma è un’arma potente per combattere il virus".

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa ASST Pini-CTO

Elisabetta de Luca

ufficiostampa@asst-pini-cto.it |

02 58296696 |

                                                                                                                                                                                                                                                                                                        +39 3398750076 |

Ultimo aggiornamento: 04/01/2021